La Storia di Phimostop

Tutto ha inizio il 6 dicembre 2010, quando viene depositato il brevetto italiano con il numero RM 2010A000632. Dietro all’invenzione c’è Carlo Boschetto, un imprenditore romano che avrebbe poi fondato la società Phimomed Srls.
L’idea di fondo è semplice ma originale: applicare il principio meccanico ben consolidato della dilatazione progressiva dei tessuti cutanei a una condizione medica molto diffusa ma spesso trattata quasi esclusivamente con la chirurgia, la fimosi, ovvero il restringimento del prepuzio che impedisce di scoprire il glande.
Il principio alla base di Phimostop è la capacità naturale del tessuto epidermico di modificarsi sotto l’effetto di una dilatazione progressiva e costante. Boschetto traduce questo principio in un dispositivo medico concreto: una serie di tuboidi in silicone medicale di diametro crescente, da indossare progressivamente.

La struttura del dispositivo

Phimostop è composto da 22 elementi in silicone medicale progettati per posizionarsi sul glande ed eseguire una dilatazione progressiva e delicata, agendo direttamente sulla parte interessata dal restringimento. Grazie a un sistema di fissaggio brevettato, i tuboidi possono essere indossati senza problemi durante il giorno o la notte.
2014

Il riconoscimento istituzionale

Dopo anni di sviluppo, il prodotto viene validato dal Ministero della Salute il 13 gennaio 2014 con il numero 1058196, e il brevetto italiano viene concesso il 7 marzo 2014. Seguirà anche il brevetto europeo, con il numero 2648642. Phimostop diventa così il primo dispositivo medico registrato in Italia per il trattamento non chirurgico della fimosi.
2015

La medaglia d’oro a Ginevra

La consacrazione internazionale arriva il 17 aprile 2015. Al 43° Salone Internazionale delle Invenzioni di Ginevra, il presidente della giuria scientifica David Taji-Farouk conferisce la medaglia d’oro nella categoria “Salute” a Carlo Boschetto, con la motivazione:
“Phimostop rende non necessario l’intervento chirurgico di circoncisione in caso di fimosi.”
Nelle sue dichiarazioni, Boschetto afferma che il premio più grande rimane però il riscontro positivo quotidiano ricevuto da oltre 6.000 pazienti in tutta Europa che avevano già utilizzato il dispositivo con esiti positivi.
2021

La validazione clinica

Un passaggio decisivo nella credibilità scientifica del prodotto arriva con la ricerca clinica condotta presso il Policlinico Universitario di Tor Vergata a Roma. Lo studio, dal titolo “Can circumcision be avoided in adult male with phimosis? Results of the Phimostop prospective trial”, viene pubblicato nel 2021 sulla rivista internazionale Translational Andrology and Urology. La ricerca, coordinata dal Prof. Miano, dimostra che oltre l’80% dei pazienti suggerirebbe l’uso di Phimostop prima di ricorrere alla chirurgia. Il campione analizzato era composto da pazienti che inizialmente avevano tutti ricevuto indicazioni per un intervento chirurgico.

Il prodotto oggi

Phimostop si presenta oggi come il primo dispositivo medico europeo progettato per il trattamento non chirurgico della fimosi, venduto senza necessità di ricetta medica, disponibile online, e distribuito in più paesi europei. Più di 300 uomini acquistano Phimostop ogni mese.

Cosa rappresenta Phimostop oggi

È la storia di un’invenzione italiana nata da un’intuizione relativamente semplice, applicare la dilatazione progressiva a un problema medico diffuso e poco discusso, che ha trovato validazione istituzionale, scientifica e internazionale nel corso di poco più di un decennio.